mag 10

Titolo: Yume Nikki
Autore: Kikiyama
Tool utilizzato: Rpg Maker 2003
Anno di uscita: 2004
Lingua: inglese
Sito del gioco
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Una stanza. Una bambina che non vuole uscirne.
Possibile creare un gioco con soli questi due elementi?
Possibilissimo, sì. Perchè, anche se Madotsuki si rifiuta fermamente di uscire dalla sua cameretta, quando dorme la situazione si capovolge. Nei suoi sogni, quella porta che non vuole aprire diventa invece un passaggio verso nuovi, spaventosi mondi.

PORTE
La meccanica di gioco è semplice: ci si addormenta, si apre la porta della stanza e si entra in una sorta di hub pieno di portoni di vario tipo. Si scegli una porta, e si inizia ad esplorare.
Tutto qui. Nessuna trama vera e propria, nessun vero obbiettivo oltre alla semplice esplorazione, ed al recupero dei cosiddetti “effetti”, ovvero dei poteri che vi daranno la possibilità di trasformarvi.

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Sta a voi decidere che strada far prendere al vostro sogno.

Grazie agli Effetti, potrete andare in bicicletta, cambiare colore ai capelli della protagonista, farla diventare un semaforo, trasformarla in una gelatina, ecc ecc. Molti di essi hanno valori solamente estetici, mentre altri sono utili per semplificarsi la vita, o per risolvere piccoli enigmi. Raccoglierli tutti, inoltre, vi permetterà di vedere il finale del gioco… ma non sarà un’impresa facile.
Perchè ci sono cose terribili, nei sogni di Madotsuki… cose terribili che aspettano solo di essere svelate.

UBOAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
La contorta mente della nostra protagonista è costellata di esseri inquietanti, luoghi assurdi ed oggetti misteriosi. La vostra non sarà certo una tranquilla gita nel mondo dei sogni, ma piuttosto un lungo incubo terribile e contorto.
Diciamolo chiaramente… Yume Nikki è, se non propio un gioco horror, quantomeno catalogabile come gioco inquietante: i suoi enormi mostri painteggiosi, le sue nenie ossessive, le trasformazioni della nostra eroina non sono di certo rassicuranti, specie se giocate al buio con un buon paio di cuffie. Ma non tutto, nel mondo contorto di Madotsuki, fa paura: certi personaggi, al di là della loro apparenza mostruosa, non possono non incuriosire. Come Seccom Masada, l’astronauta che suona un piano dentro una sorta di astronave in bianco e nero… o di Monoko, con quella sua faccina spaventata così dolce. E che dire di Poniko, piccola e dolce bambina dai capelli biondi che vive in una casetta da fiaba nel folto di una foresta?
State solo attenti a non innervosirla troppo… sapete, non gli piace che qualcuno continui ad accendere e spengere continuamente le luci.
Non gli piace, capito? Non gli piace! E, quando Poniko si arrabbia, entra in scena il suo… uh, amico. O mostro personale. O altra personalità. Insomma… quel che vi pare. E’ Uboa, il mostro più famoso del gioco (volete la prova? youtube!), e vi sfido a non spaventarvi quando riuscirete a vederlo.

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La vostra cameretta da dove inizierà questo vaneggio di gioco..

ALLUCINATION
Dopo qualche vagabondaggio, prima o poi accadrà. Prima o poi, troverete qualcosa di talmente assurdo da spingervi a pensare: “ma cosa accidenti si è fumato l’autore di questo gioco?”
Perchè le parole poco possono descrivere, e gli screen non bastano a rappresentare un decimo del mondo di Yume Nikki, un universo che sembra nato da un fan della saga di Mother (più volte citata ed omaggiata nel gioco) che si è appena strafatto con qualche droga assurda.
Graficamente parlando, poi, non si trova un rip a pagarlo oro. E’ tutto creato da zero dall’autore, e non si può non applaudire a tanto paziente lavoro, sebbene non tutti potrebbero apprezzarlo.
Tecnicamente parlando, infatti, si tratta dii un lavoro impressionante; il gioco in sè, però, è piuttosto atipico, e molti potrebbero stufarsene dopo poco.
Girovagare per mappe enormi, criptiche, semivuote e con teletrasporti a volte attivati dal caso è davvero sfiancante e confusionario, a volte, e senza seguire una guida non è facile raccogliere tutte le Essenze e vedere ogni mappa.
A voi decidere se dargli una possibilità… io, personalmente, non mi sento neppure di dare un voto a questo progetto, nè tantomeno di chiamarlo “gioco”.
E’ solo un sogno. L’assurdo, spaventoso ed affascinante sogno di Madotsuki.

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Il terrazzino della vostra stanza..

Recensione by ZeroTheQueen