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Cos’è per voi il Making? Lo ritenete un’attività che ha qualche valore?
M: Assolutamente nì. È un passatempo, al momento. Personalmente spero di continuare a sviluppare nel campo dei videogiochi, quindi qualche valore propedeutico spero lo abbia. Sostanzialmente rimane un fantastico hobby, una bella distrazione e uno strumento di relax non indifferente, oltre che una forma d’espressione (e quindi d’arte) molto particolare. Sì, è un’attività con un valore, sicuramente.
IJ: Risposta veloce: un hobby. Un modo per mettere in gioco la mia creatività, quel poco che c’è. Ancora più in sintesi: mi piace smanettare. In modo facile, senza complicarmi troppo la vita.
In realtà il termine Making non m’è mai piaciuto… Da dove è nato? Cosa starei Creando? Insomma, visto che non sono “bono” a scrivere, uso rpgmaker. Mi serve a compensare XD
Come pensate sia messo oggi il Making Italiano? La visione della “decadenza” è soltanto uno stereotipo?
IJ: Chi mi conosce sa che la Decadenza del Making Italiano è una storia trita e ritrita che mi fa parecchio ridere. Non siamo in decadenza. Abbiamo avuto dei buchi di creatività, questo sì. Abbiamo seguito la politica del poco ma buono. Non ci prendiamo in giro, anche il novellino più novellino ha possibilità molto maggiori ora come ora. I giochi del passato sono (ma va?) del passato, e si vede: sono un ottimo metro di giudizio, ma ora siamo in grado di fare molto di più, e abbiamo fatto molto di più. Non fatemi tirare fuori i soliti nomi, ma basta gironzolare per le sezioni per vedere cherrobbba.
M: Sinceramente ogni volta che vedo qualcuno che rivanga tempi passati esaltandoli rispetto al presente… ho un po’ di dubbi. Mi piace esaltare il passato, ma adoro esaltare ciò che c’è di buono nel presente. Ricordiamoci che siamo già passato, e sempre presente. È inutile paralizzarsi sulla convinzione che una volta vi siano stati “tempi d’oro” irripetibili. È roba da ladri di tombe. Esplorare il passato ma vivere nel presente è quello in cui credo. È bello abbandonarsi alla nostalgia, ma non esaurirsi in essa! E, come il compare, basta farsi un giretto per Rpg2s per vedere dei progetti semplicemente splendidi, al di fuori di ogni ragionevole dubbio. E li stiamo sviluppando nel presente.
Che parole direste per incoraggiare qualcuno ad entrare nel Making?
IJ: “Non farlo, ti rovina la vita!” Psicologia inversa, potrebbe funzionare. Sinceramente non ne ho idea, non ho mai fatto proseliti e non ne ho intenzione XD
Il classico richiamo di “Ci puoi fare giochi in modo non troppo difficile!” credo basti. Tanto poi ci si smanetta un po’, si vede che non è così facile come sembra, e si smette. XD
M: Se guardate troppo in alto scivolate sulle bucce di banana (?). Voglio dire: partite con cose semplici, coi piedi per terra. Siate curiosi e pazienti. Ed esercitate modestia (almeno all’inizio).
In che parole descrivereste il vostro stile?
IJ: Random. Laconico. Fine.
M: Pindarico.
(che sforzo usare poche parole)
IJ: HAI SCRITTO MENO DI ME
Allora tolgo laconico.
M: Ho scritto meno di lei.
Quali sono i progetti che, a vostro parere, sono un’icona del Making Italiano?
IJ: Dall’alba dei tempi fino a oggi? E ora iniziamo a elencare i giochi che mi sono piaciuti di più! No. Aspetta. Se per icona intendi “hanno influenzato futuri fruitori di cotesto programma” direi: Castle, che in pratica è un pilastro, Ovosaga, per quanto non mi piaccia e abbia portato a tendenze creative che non mi hanno mai interessato, Fifth Era, che mi ha riaperto gli occhi sulle possibilità del programma in un momento un po’ vuoto di release (anche se preferisco Tales of Banalia XD), Element of Chaos, anche se io parto proprio dal primo Death Fantasia (perché ha ispirato me ed è stato uno dei primi giochi che ho concluso). Poi ci sono giochi che per un motivo o per un altro non hanno influenzato ma sono pietre miliari: Tenebra Mentis (che dovrebbe essere insegnato a scuola), Pocket Quest, ci ficco dentro anche Pokémon Garnet, se il tizio sotto di me si sbriga a finire. Anche se ormai è più internazionale che “italiano”.
Sì, sono di parte per Rpgmaker 2k/3, uccidetemi. Tanto ho dimenticato qualcuno e quel qualcuno si offenderà.
M: Premettendo che sono gggiovine e che non conosco giochi “storici”… posso dire quali sono quelli che mi hanno colpito (e ispirato) maggiormente: Bluto, Remothered, Tales of Banalia, Fifth Era, Theia, Element of Chaos, Pocket Quest. Sì, sono mainstream.
Direi che se penso al making italiano, sono questi i titoli che mi vengono in mente fin da subito. Ma ne ho molti, il cui sviluppo si è avviato solo di recente. E alcune piccole perle da giocare d’un fiato come Tenebra Mentis (conosciuto e giocato di recente grazie al compare).
(E, Janus, sei una cacca, non mi devi elogiare)

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Il mappamondo di Ad Quietem Postremam; Impaled e Mercury descrivono:

M: Tilcare è in viaggio verso una delle prime locazioni di gioco, il Vallo di Phlegyas. I nomi dei luoghi saltano fuori appena lui si avvicina.
IJ: Io qui ho quasi pianto. Davvero.

Che campi artistici può toccare il Making?
M: Per quanto mi riguarda il game development è una forma d’arte che abbraccia veramente tutto. Dalla musica, alla letteratura, all’arte in senso stretto (ovviamente), alla cinematografia (perché no). Adoro i videogiochi perché sono vasti e hanno la capacità di rendere partecipe il fruitore più di ogni altra forma d’arte contemplata nei nostri tempi. A patto che il prodotto sia ben sviluppato, questo vien da sé.
IJ: Per me è la cipolla. Si discute ancora su che campi artistici possa toccare il settore dei videogiochi! Rpgmaker può aspirare a livello di arte solo se si tratta di materiale completamente custom. In fondo Rpgmaker è indie, i giochi indie possono essere considerati arte, i giochi di rpgmaker possono essere arte. Ma niente materiale rippato, niente musiche prese a sbafo, nada de nada. Tutto frutto delle vostre manine belle, e solo lì possiamo parlare. Yume Nikki infatti per me può essere definito “arte”.
M: Concordo. Ma credo che il riciclo qualche aspetto positivo lo abbia quando ci si vuole “aprire al mondo”. Se rimaniamo su Rpg2s o sul web, il rip dà vita a risultati splendidi comunque: alcuni giochi con grafica rippata sono meglio dei giochi dai quali la grafica proviene.
Secondo voi, a che cosa si deve puntare, oggi, per rinnovare il Making? Quali nuove idee seguire? Quali sviluppare? Quali abbandonare, in quanto ormai troppo “percorse”?
M: Argh. Rpgmaker crea Rpg. Molti degli Rpg sono Jrpg puri. Il rinnovamento è arduo. Credo che Rpgmaker XP apra un po’ il panorama grazie agli script (o lo semplifichi rispetto all’eventing pauroso di Rm2k3). Per rinnovare ci vogliono o giochi non rpg, oppure giochi rpg molto particolari, che traggano forza dall’originalità dei personaggi, della storia… contesti inesplorati. Sì, diciamo che i fantasy medievali hanno discretamente annoiato. Futuristici buoni e puri ne ricordo pochi. Una tendenza interessante (che coinvolge Ad Quietem) è quella dei giochi “mentali”: lasciano molto spazio di fantasia. Se non ci se ne approfitta (tipo noi) può uscire qualcosa di interessante.
IJ: È necessario rinnovare? Credo che ormai tutti quanti e il loro cane sappiano quanto mi stanno sulle palle i cliché e simili. Su quello si può lavorare. Ma non è necessario innovare solo per il dovere di innovare. Se una storia funziona in un certo modo, se un gameplay ha bisogno di una certa struttura, non vedo perché cambiare. Ci sono ovviamente delle ambientazioni che vorrei vedere al posto di altre, ma non sono nessuno per dire “Ecco, ora ci vuole un po’ di clockpunk nell’antica Roma!”. Per quanto possa essere figo. Cioè, qualcuno ci pensi, per favore. Più clock punk per tutti.
I tool più anziani saranno ancora validi, a breve, medio, lungo termine?
M: Con il VX personalmente non mi sono trovato bene. Tanti progetti continuano ad essere iniziati su rmXP e rm2k3, quindi credo che continueremo a vedere questi programmi sfruttati a lungo.
IJ: Sì, ma sono di parte. L’unico problema sarà la compatibilità con le varie piattaforme. Questo un po’ mi spaventa.
Che cosa fa morire il Making?
M: Noi. o/
IJ: La mancanza di competizione e di ambizione, l’isolazionismo delle community e le lotte e confronti inutili fra quelle di diverse nazionalità. O anche interne. Da un punto di vista osservare i progetti stranieri sprona da morire (ma io cerco emozioni simili “all’interno”), ma questo atteggiamento è stato un buco nero per molto tempo. Ma ora siamo più fighi noi /Ipocrisiaportamivia.
M: La regia mi dice che sono ancora risposte serie. Allora direi che il making muore… e rinasce, e rimuore. È come la moda, ha le tendenze. Almeno a me è sempre parso molto attivo… diciamo che l’atteggiamento che certe volte vedo da parte di creatori, specie da coloro che stanno a capo di un team, mi fa dubitare della riuscita dei progetti. Ricordatevi di essere umani con i vostri colleghi, non sono schiavi!

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Lo screen che ha fatto vincere Ad Quietem Postremam allo Screen Contest #61.

IJ: Lo mettiamo anche se lo conoscete, solo perché c’è Disdoro. ’nuff said.

Ed adesso, è giunto il momento delle domande dalla dubbia utilità. Dite: mi merito il mio stipendiuccio da Redattore?
M: No. Gli stipendi sono roba da satanici. Qua si paga in ortaggi. Ecco, tieni la tua barbabietola.
IJ: C’è un posto speciale all’inferno per mendicanti come lei! Vada a lavorare seriamente!
E voi, vi meritate le pensioni d’oro da Moderatori?
IJ: E certo. Da vero parlamentare. Sicuramente più di quel Guard- *muore*
M: Sì. Le pensioni sono meritate, siamo gente seria noi, mica come Guard- *muore*. P.s.: Tieni il tuo rabarbaro bonus.
Chi preferireste invitare a cena, tra Nono, Ariel, Monica del gioco “Overdrive” (all’insaputa di Holy) ed Eiden?
IJ: Io inviterei direttamente Holy. Le altre sono fuori dalle mie possibilità.
Anche Eiden.
M: Nono. Come solo Testament la concepisce. If you know what i mean. Anzi, voglio Testament e punto.
Quali segreti nascondono i Mod nelle loro camere?
IJ: Fino a qualche mese fa una carta da parati orripilante. Mamma mia, non potevo svegliarmi senza vedere cose brutte ovunque, OVUNQUE. Ora ci nascondo la mia collezione di perizomi da tutto il mondo. Mi manca solo San Marino. E ho anche una mannaia. E un boomerang. Ma non lo so usare, se lo lancio torno indietro io.
M: Secondo me Janus nasconde una collezione di fantastiche abat-jour kitsch. In alternativa delle parrucche per ogni gamma cromatica del giallo. O dei vasi da notte. Chi lo sa? Comunque cose turpi di questo tipo, sicuro.
IJ: Ah, se si parla di Mod in generale, be’, Guardian non ha una camera. Lui ha un giardino. Flame pure, ma vive nel giardino a fianco e c’è sempre in atto una guerra folletti vs conigli. Gli altri in confronto vivono vite ordinarie, e per questo mi fanno un po’ pena.
M: Ah, Janus, alla prossima domanda facciamo uno scambio di cervelli? Io rispondo per te e tu rispondi per me!
IJ: Forse.
E Tio?
M: Tio chi?
IJ: Secondo la mia modesta opinione di Janus, Tio nasconde (oltre alle abat-jours: no abat-jour no party) dento l’anta sinistra dell’armadio una collezione di barbe. Vere. Le strappa lui da solo.
Domanda per Impaled: che parere hai del mio vecchiaccio dell’RPG by Forum?
IJ: Per me è un tipo a posto, tutto carino, tutto pettinato. Arlette vuole ammazzarlo. È la vita, mi spiace.
Siete stati invitati all’annuale Campeggio dei Mod?
M: …no. o_O
IJ: Mi sento profondamente offeso per non aver ricevuto cotal invito. Quando lo avrò, rifiuterò per ripicca.
Sapreste trovare una soluzione a questo paradosso? Un abitante di Creta dice che i Cretesi sono tutti bugiardi. Ma, affermando ciò, dice il vero, e quindi mente, o dice il falso, e quindi ha ragione?
M: Se dice che i Cretesi sono tutti bugiardi anche lui è bugiardo. Quindi potrebbe darsi solo che qualche cretese sia bugiardo, in quanto lui è sicuramente bugiardo e di conseguenza non potrebbero essere tutti onesti. Sostanzialmente dice il falso. E basta.
IJ: Pinocchio afferma che il suo naso si allungherà. Ora, se il suo naso non si allunga, ha mentito. Ma se il suo naso si allunga, vuol dire che ha mentito, pur dicendo la verità. Dobbiamo quindi porre come condizione il livello delle potenzialità del naso di Pinocchio: nel caso in cui Pinocchio crede alle sue bugie, il naso si allunga? Questo è il caso più probabile. Ma consideriamo il caso
in cui Pinocchio non sa di stare mentendo, e il suo naso si allunga di fronte a una bugia. In questo modo possiamo affermare che Pinocchio è, facendo tutti i conti del caso, onnisciente. Può dire menzogne sul senso della vita fino a quando il suo naso non smetterà di allungarsi. Può conoscere i numeri della lotteria. Di che colore sono le tue mutande. In sintesi, il Cretese è Pinocchio.
M: Sostanzialmente, Pinocchio è un’ abat-jour.
Che teoria del complotto preferite tra quelle sullo sbarco lunare, sull’11 Settembre e sul signoraggio bancario?
IJ: La teoria del complotto secondo la quale tutte le varie teorie del complotto sono un complotto da parte dei complottisti per farci complottare su teorie del complotto create ad hoc da teoristi del complotto per farci distogliere lo sguardo dal vero complotto del complotto. Cioè che Pinocchio è onnisciente, e che tutte le teorie del complotto vengono da lui.
M: Preferisco la teoria del complotto sulla teoria del complotto. E cioé che le teorie del complotto sono complotti a sé per far credere alle persone che ci sia qualcosa di oscuro quando in realtà è tutto normale. Oppure le teorie del complotto sul complotto del complotto, che ci fanno pensare che le teorie del complotto siano complotti per farci credere che tutto è normale mentre in realtà tutto è oscuro.
Oppure le teorie del complotto sul complotto del complotto dei complott – ERROR
IJ: EHI Mi hai fregato l’idea D: E’ un COMPLOTTO!
M: C-C-C-COMPLOTTO BREAKER
Ed è tutto, Impaled, Mercury! Prima di mandare i titoli di coda, quali ultime parole volete aggiungere a quest’intervista?
M: Pinocchio cretese complottista con parrucca bionda, barba di Tio, carta da parati, complotto e abat-jour. Urge un disegno.
IJ: TITOLI DI CODA!

Posso solo dire una cosa: ABAT-JOUR OVERLOAD. XDDD
Credo che, adesso, abbiamo molto materiale su cui riflettere. Grazie per aver letto questo articolo! :P

Articolo by AsprusT26