giu 14

Intervista scritta da Freank di FreankExpo.net

Molti al giorno d’oggi iniziano ad avvicinarsi al mondo dello sviluppo dei videogiochi tramite engine che facilitano nella programmazione. Al top della lista ci sono sicuramente Game Maker e Rpg Maker.
C’è chi inizia a programmare un primo gioco,  un secondo e poi smette.
C’è chi invece ci mette passione e continua, perchè nella sua vita è quello che vuole fare, lo sa bene. Lui vuole sviluppare videogiochi.
Una questione di volontà e prospettive.
E’ bello scoprire, di tanto in tanto, come persone che hanno iniziato con questi tool (nell’articolo in questione Rpg Maker) ce l’hanno fatta.
Tra gli esempi nostrani, abbiamo Lakaroth o , ultimamente la Heartbit Interactive, con Doom&Destiny.
Nella vita fanno ciò che è nata come una passione da quando si era ragazzi. Non giocare ai videogiochi, quelli son bravi tutti a farlo, ma crearli.
Realizzare per gli altri. A mio parere, una grande forma di altruismo.
E i giocatori dovrebbero quasi ringraziare gli sviluppatori ogni volta che cliccano su Nuovo Gioco.
Ma chi dovrebbero ringraziare allora gli sviluppatori di Rpg Maker ?
Bhe, oggi abbiamo l’occasione di porre qualche domanda a una di queslle persone che dovremmo ringraziare.
Matteo Sciuteri. Chi è Matteo Sciutteri ? Non vi dice nulla ?
E’ ovvio. Perchè appena aprite Rpg Maker 2000, a cui avete applicato la vostra bella pach in italiano, premete subito invio invio invio invio invio  per arrivare alla schermata dei titoli.

E non ci si ferma a leggere che, appena si avvia il programma esce questa schermata.

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Ragazzi che, durante il loro tempo libero, si sono dedicati ad aiutare chi si avvicinava per la prima volta al making.
Che conoscendo lo scoglio di non conoscere una lingua hanno deciso di aiutare a modificare un intero programma di sviluppo, quale Rpg Maker.

Iniziamo dunque!

F – Salve Matteo Sciutteri!
M – Ciao!

F – Ti ricordi quando hai conosciuto Rpg Maker e il momento in cui hai deciso di tradurlo ?
M – Credo fosse il 1999. Volevo provare a fare un gioco su DragonBall Z per mio fratello più piccolo, all’epoca molto appassionato. Ho cercato in rete, e ho trovato un po’ di sprite di Goku e company. Curioso di scoprire il perché dello strano formato a “griglia” ho continua a indagare (molto lentamente, visto che usavo un 56k e avevo solo 40 ore mensili di navigazione!), e ho scoperto RpgMaker 95.
La traduzione, della versione 2000, arriva molto dopo, con la nascita di rpgmaker.it – era una comunità italiana per italiani… mi sembrava interessante avere una versione del tool in italiano. Così, assieme a un altro ragazzo (Christian Crocenzi), abbiamo tradotto l’eseguibile editandolo in esadecimale. E già che c’eravamo abbiamo fixato un paio di bug della versione inglese, aggiungendo anche il supporto per i file mp3.

F – Che comunità frequentavi ?
M – Emuita, una comunità sul retrogaming. C’era un forum per Rpgmaker, che sia appoggiava su quello che credo fosse il primo sito su RpgMaker in Italia: Dungeons.it – Su quel forum ho conosciuto un sacco di persone, alcune delle quali sento tutt’ora. Ma ben presto si è rivelata un po’ “stretto” come ambiente e assieme a un paio di altri utenti abbiamo aperto rpgmaker.it

F – Con la tua traduzione hai avuto modo di assistere alla venuta di quella che ora definiscono “la vecchia guardia del Making”, ricordi qualche nome in particolare ?
M – la “vecchia guardia” credo arrivi molto prima della traduzione in italiano; eravamo un sacco e citarli tutti è davvero dura. Alcuni, poi, sono in qualche modo diventati miei amici. Altri non li sento da anni.

F – Non solo ti occupasti di tradurre rpg maker, ma realizzasti anche dei Tutorial per indirizzare i primi utenti al suo uso. Oltre a questi, hai mai sviluppato qualche gioco con Rpg Maker ?
M – Ah, sì. I primi tempi lavoravo a un gioco su Saint Seya. Poi ho sviluppato una demo su Zelda e un sacco di micro-giochi, più per sperimentare le potenzialità del tool che altro (tipo: un platform).

F – Quanto tempo della tua vita hai quindi dedicato, in totale, a Rpg Maker ?
M – Contanto il gestire le prime comunità attorno al tool direi quasi 8 anni.

F – Dopo RpgMaker … cosa è successo ?
M – Già nell’ultimo periodo di VgMaker io non riuscivo a occuparmi di molto, dovendo lavorare tutto il giorno. Poi avevo aperto un gioco di ruolo su forum che mi portava via molto tempo la sera. E così, alla fine, ho abbandonato il progetto lasciando al resto dello staff.
Accennavo al lavoro: fu proprio grazie a rpgmaker che mi avvicinai allo sviluppo dei giochi a livello professionale, mandando una demo in Artematica. Fui preso come grafico per poi diventare, con il tempo, programmatore flash e designer.

F – Com’è stato il cambio da “mondo-amatoriale” a “mondo-professionale” nello sviluppo dei videogiochi ?
M – LOL. Direi tutto. Quando lo fai per passione lo fai come e quando vuoi tu. Quando lo fai per lavoro hai delle scadenze da rispettare, e un team a cui rendere conto. Nella migliore delle ipotesi, il mondo professionale è più stressante e stancante. Nella peggiore è anche frustrante. Non sembra, ma è un lavoro che mette alla prova i nervi e il fisico (penso alle ore di straordinario notturno per chiudere una build, per esempio).

F – A quali grandi progetti videoludici hai lavorato ?
M – credo che i più importanti siano stati quelli sviluppati in Milestone. Dal 2007 al 2012 i giochi legati al mondo della Superbike; ma in 11 anni credo di aver partecipato allo sviluppo di più di 50 giochi (tra grandi e piccoli, console, pc, mobile e altre piattaforme). Ultimamente collaboro con Reludo e stiamo preparando un po’ di giochi decisamente divertenti.

F – Come trovi il panorama italiano nello sviluppo dei videogiochi al confronto di quello straniero ?
M – Da utente, abbastanza deprimente: i titoli interessanti si contano sulle dita di una mano. Da sviluppatore mi sembra che, finalmente, inizino ad esserci un po’ di team interessanti. Ovviamente, siamo in ritardo di una 20ina di anni ma con calma ci stiamo arrivando. Iniziano anche ad esserci dei corsi decenti, cosa che una volta era un miraggio.

F – Pensi mai di sviluppare un gioco tutto tuo ?
M – Ah, tipo tutti i giorni. Ma non è facile. Adesso che sono freelance devo lavorare ai progetti dei miei committenti che spesso mi portavo via più di otto ore al giorno (ahhh la bella vita del dipendente…), e tra hobby (serie tv, libri e videogiochi), amici e fidanzata mi rimane davvero una manciata di ore alla settimana. Ma, anche qui, piano piano qualcosa si muove. Molto lentamente, ma si muove.

F – RpgMaker è stato un punto di inizio nella tua vita da sviluppatore; hai mai pensato di provare a riprendere qualche volta ? Just for fun.
M – Sì, certo. Ma ho quasi sempre abbandonato a causa della rigidità dello strumento. Se proprio dovessi appoggiarmi a un tool, utilizzerei Game Maker o Stencyl. Anche perché, se proprio devo lavorare a qualcosa di notte, vorrei che fosse fruibile da più persone possibili; non si tratta per forza di guadagnare soldi, ma di poter far provare il gioco a più persone possibili. Altrimenti è onanismo videoludico.

F – Cosa pensi dei forum italiani di RpgMaker e di portali come FreankExpo.net che aiutano, rispettivamente, nel supporto e nella diffusione di giochi fatti con RpgMaker ?
M – Sono delle comunità importanti, perché comunque lo scoglio più grande come sviluppatore amatoriale, è quello di fare team. Non si può fare tutto da soli, e confrontarsi con altre persone che hanno la stessa passione è importante e fondamentale.

F – Hai avuto modo di “incrociare”  qualche progetto sviluppato con RpgMaker che ha catturato la tua attenzione ?
M – Ti deluderò, ma sono anni che non frequento la scena. Ho fatto un salto sul nuovo http://www.rpg2s.nete ho visto un paio di cose interessanti ma temo che la sindrome da “ci perdiamo in un bicchiere d’acqua” tipica dei progetti amatoriali sia sempre presente. Ricordo ancora che la maggior parte degli utenti di rpgmaker.it passava i pomeriggi a scegliere il nome del progetto. Il nome. Che è tipo l’ultima cosa a cui pensare. Questa “sindrome” è quella che frega la maggior parte delle persone. Magari hanno delle idee molto buone, molta voglia di fare, alcuni sono anche dei bravi pixel artisti e, soprattutto, sono giovani e hanno molto tempo da dedicare al progetto. Ma non lo finiranno mai perché non hanno un’impostazione chiara di cosa devono fare e dove vogliono arrivare. Mi viene da urlargli: ragazzi, datevi delle deadline e tirare fuori sti giochi!

F – Cosa diresti ad un ragazzo che sviluppa con RpgMaker e vorrebbe fare di questa sua passione una professione ?
M – Se ha più di 16 anni: molla RpgMaker, scaricati unity e studiati il c#. Se vuoi farlo come lavoro, devi studiare, farti il mazzo e imparare a usare un vero strumento professionale. RpgMaker, però, ha un pregio: ti aiuta a ragionare con dei limiti e provare ad aggirarli. Può essere una buona palestra all’inizio, ma se uno ha più di 16 anni e vuole fare qualcosa di serio, RpgMaker lo deve chiudere e passare ad altro.

F – Ti ringraziamo molto per il tempo dedicatoci ! Spero che le tue parole e i traguardi che hai raggiunto nel mondo dello sviluppo dei videogiochi, possano dare una visione a chi si avvicina ora a questo mondo tramite Rpg Maker o chi vorrebbe passare ad un “livello successivo”.
Grazie ancora e buona fortuna per i tuoi progetti futuri!
M – Grazie a voi e scusate per il ritardo ma… ero in ferie :D

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