dic 20

Eccoci qua…

Eccoci finalmente per il secondo pezzo di questa entusiasmante (?) avventura nel regno animale e dei modi di utilizzare questi esseri all’interno dei nostri videogiochi, conoscendone le abitudini ed il comportamento. In questa seconda parte vogliamo parlare di animali molto legati alla sfera fantasy ma soprattutto al periodo medievale, in cui molti di noi “operano”: stiamo parlando del Cavallo, ma ci sposteremo più sul generale parlando degli Equidi.

Chi sono?

Infatti: Perché Equidi e non cavallo? Perché ricordiamoci che il cavallo è un animale di pregio, fino all’800 avere un cavallo era quella linea di confine tra “Plebeo” e Nobile. E quindi i Cittadini comuni non avevano cavalli, ma utilizzavano altri animali simili, parliamo di Asini e Muli (Madre Cavalla e Padre Asino).

Uno dei cavalli dei videogiochi per antonomasia è senza dubbio la rossa cavalla dei vari Zelda da “Ocarina of Time” in poi: Epona!

Uno dei cavalli dei videogiochi per antonomasia è senza dubbio la rossa cavalla dei vari Zelda da “Ocarina of Time” in poi: Epona!

L’asino, rispetto al cavallo, non può galoppare ma solo camminare e trottare, è più docile ma anche più testardo, un po’ meno forte, di diverso colore, ha le caratteristiche orecchie appuntite; il Mulo è una via di mezzo, più simile ad un asino che ad un cavallo ha però il carattere del cavallo ed è utilizzato per lavori pesanti.

Diamogli da mangiare!

Dopo questo excursus, non particolarmente interessante, sugli equidi, veniamo da un punto fondamentale, di cui tutti ci dimentichiamo nel videogioco: questi animali vanno nutriti, visto che mangiano anche 20 kg di cibo al giorno. La differenza tra asini e muli, e cavalli, è che i primi possono anche tranquillamente mangiare solo fieno e pascolare per avere il resto di cui hanno bisogno, mentre al cavallo si deve integrare un altro alimento oltre al fieno/erba (il fieno è erba secca): l’Avena (chiamata anche Biada). Che fondamentalmente costa, ed è molto appetita dal cavallo.

E qui non sarebbe una cattiva idea far sì che il nostro cavallo, nel suo lavoro (cavalcatura, ad esempio), corra più veloce o faccia salti più alti se gli diamo un “bonus” di avena, che ovviamente andrà comprata. In alternativa possiamo lasciarlo pascolare, ogni tanto (mentre magari l’eroe esplora il territorio) ma le sue prestazioni saranno minori.

Ancora “The Legend of Zelda: Ocarina of Time”: Epona galoppa più velocemente a seconda di quante carote mangia.

Ancora “The Legend of Zelda: Ocarina of Time”: Epona galoppa più velocemente a seconda di quante carote mangia.

Al lavoro.

Ed arriviamo così al punto caldo dell’articolo: come li utilizziamo questi animali?

Il cavallo è domesticabile, e anche dopo poco tempo (1 settimana) può diventare un valido alleato da cavallo brado. E si può utilizzare per cavalcare o per trainare. In entrambi i casi deve essere sellato e imbrigliato, perché altezzoso com’è non tende a fare quello che gli diciamo come fosse un cagnolino (basta vedere ciò che succede al Palio di Siena con i cavalli non brigliati e non sellati…); e qui la fantasia è la vostra, potete mettere l’eroe a cavallo e fargli girare le campagne, inserire il tasto salto per saltare gli ostacoli, potete scegliere se l’eroe può o no combattere a cavallo o se magari il cavallo può venir ferito dai mostri (su mappa) e non è più in grado di cavalcare finché non viene curato in una zona libera da mostri… insomma, sta a voi.

In un recente gioco, il primo Assassin’s Creed, la resa del movimento dei cavalli è molto realistica. Inoltre è possibile combattere con la spada anche stando in groppa al destriero.

In un recente gioco, il primo Assassin’s Creed, la resa del movimento dei cavalli è molto realistica. Inoltre è possibile combattere con la spada anche stando in groppa al destriero.

Di contro, Asino e Mulo sono più docili, si trovano nelle case dei più poveri, possono esser usati senza sella volendo e sono più adatti a lunghi sforzi (traino); nulla vieta quindi di creare minigiochi ad hoc, dove con del cibo si deve far arrivare l’animale, che traina qualcosa, verso un punto ben preciso.

Oppure possiamo creare dei cavalli selvatici, che per definizione non attaccano ma scappano, e devono appunto essere “incastrati” per cercare di lisciarli, poi mettergli una coperta sul dorso (simulante la sella), poi la briglia, e così via fino alla domesticazione.

Se poi un personaggio può parlare con un cavallo… gli si può far dire di tutto. Gira molto, quindi conosce la zona, ha un buon fiuto, conosce le piante e le seleziona quando mangia (a differenza di altri erbivori), se è addomesticato conosce le abitudini del padrone.

E terminiamo con un ultimo appunto: non utilizzate equidi in combattimento. Sono animali che, sebbene abbiano forza, sono molto timorosi e tendono a scappare. Optate per altre creature, sia come alleati che come nemici.

Da “Breath of Fire III”: tra i nemici di turno, vi sono anche dei cavalli!

Da “Breath of Fire III”: tra i nemici di turno, vi sono anche dei cavalli!

Ci vediamo.

E con questo concludiamo questa serie di nozioni equine, sperando che qualcuno possa prendere spunto: è triste vedere nei videogiochi gente che cavalca draghi, viverne, bufali muschiati e nessun cavallo in giro… Ricordiamoci che gli antenati delle nostre automobili (guardate quante ce ne sono…) erano proprio questi animali. Ricordiamocene, quando creiamo.

articolo by Theoras