set 27

Titolo: From the Abyss
Software house: Sonic Powered
Piattaforma: Nintendo DS
Anno di uscita: 2008

Quando si intende giudicare obbiettivamente qualcosa è bene preferire la qualità alla quantità. Eppure, ben conoscendo questa regola, mi è stato impossibile trattenere una smorfia di dissenso nel vedere come From the Abyss pesasse “solo” 10 MB, la dimensione standard di un gioco per GBA.
E’ sbagliato pensarla in termini quantitativi, ma… m’avventurai comunque nell’esplorazione di questo nuovo rpg con un filo di sfiducia, e nel contempo con la speranza di sbagliarmi.

PRIME IMPRESSIONI
Se, dopo poche schermate di gioco, viene l’istinto di paragonare il titolo provato a Shining Soul, non è certo una buona cosa. Se siete sfortunatamente incappati in questo titolo per GBA, infatti, ricorderete di certo come, aldi là della bella grafica, non fosse esattamente un capolavoro.
Ma, seppure la sfiducia mi consigliasse nuovamente di lasciar perdere ‘sta roba, la curiosità di vedere se facesse davvero così schifo mi ha spinto a continuare, fino ad arrivare ad una decina di ore di gioco, terminate le quali ho definitivamente lasciato perdere.
Di seguito, i motivi per cui Into the Abyss è un gioco da lasciare sugli scaffali.


Non lasciatevi ingannare da questa grafica ammaliante…

FEEL THE POWAH OF A… GBA?
La brafica, parlando senza mezzi termini, è da GBA. Il che potrebbe anche essere un bene, se siete in cerca di nuove risorse rippabili. Personaggi e mostri sono infatti graziosi e ben animati, e sulle vecchie edizioni dell’rpgmaker risalterebbero a dovere. Peccato che il mondo ove essi si muovono sia triste, spoglio, e soprattutto poco ispirato. C’è il classico dungeon infuocato, l’ancor più classico dungeon ghiacciato, c’è la casa stregata… tutte ambientazioni straviste in centinaia di videogames, e che si differenziano tra loro solo per la grafica, e per i tipi di mostri che popolano le varie aree.
Se tecnicamente il ds è mal sfruttato, la struttura del gioco si adatta invece bene alla console: i due schermi sono sfruttati in maniera intelligente, lasciando allo schermo inferiore il compito di gestire i vari menù e mappe. Le varie icone sono grandi e selezionabili facilmente con una ditata, evitandovi così la scomoda pratica del premere dei tasti con il pennino in contemporanea tra le mani. La struttura è funzionale al gameplay, e vi consente di dedicarvi senza problemi all’obbiettivo principale del gioco: lo sterminio di tutto ciò che si muove.


Il trailer non sembra male. Il trailer.

THIS. IS. SPARTA!
Se c’era una cosa che portava presto ad odiare Shining Soul e seguito, era l’IA dei mostri, che si risolveva in un semplice “buttati contro l’eroe contro un kamikaze”. La situazione qui non migliora molto, e persino i boss, che dovrebbero offrire una sfida più impegnativa, paiono invece degli sciocchi buffoni che ripetono in maniera prevedibilissima un unico pattern d’attacco.

Ma, se gli esseri squartabili sono un po’tutti uguali, i metodi di sterminio dovrebbero fornire, in teoria, un po’di varietà. Tre sono infatti le tipologie di armi equipaggiabili: spade, lance, archi. Peccato che questa pretesa di varietà sia poi ostacolata dal gioco stesso, che dà la fastodiosissima sensazione di essere “su binari”, visto che il boss finale di ogni livello solitamente sgancia l’arma che, guarda caso, vi permetterà di avere la meglio sul successivo. Poco conta che uno voglia improvvisarsi moderno guglielmo tell, il prossimo livello è quello ghiacciato, e per non perire è cosa buona usare la spada infuocata trovata nel livello prima, e non l’insulso arco che vendono al negozio.


Non male l’HUD, vero? E anche quel mostro ha quel
nonsochè di sexy per un makeratore…
Se lo volete, lo trovate qui, ma non giocate a questo gioco!

Ottimo modo di uccidere la personalizzazione in un gioco, non trovate? Fortunatamente, è possibile avere scelta almeno per quel che riguarda i vari poteri speciali, rubabili tramite un furioso martellare di tasti ai mostri dopo averli indeboliti. Ogni essere ha la sua peculiare abilità, e sarà così possibile costruirsi in breve tempo un buon campionario di magie e attacchi speciali.
Lo scoprire i vari poteri potrebbe forse essere l’unica reale spinta nell’esplorazione dei dungeons, che non offrono molto altro: nessun enigma, nessuna varietà, nessun esempio di mapping interessante. Solo mostri, mostri, mostri, l’occasionale tesoro e poi mostri, mostri, mostri.
Un po’ripetitivo, alla lunga.


Combattere, combattere e combattere.
Dopo aver giocato a From the Abyss, odierete la guerra.

In definitiva, non c’è nulla che davvero non vada in From the Abyss. Si parla piuttosto di cose che mancano: non c’è storia, non c’è varietà, non c’è originalità. Potrebbe piacere ai fanatici del genere a corto di nuovi titoli, ma per gli altri sarà solo un gioco tristemente scialbo. Nulla di più, nulla di meno.

Mapping e Grafica: 5
Musica: 6
Trama: // esiste una trama?
Gameplay: 6
Longevità: 5

Totale: 5

recensione by ZeroTheQueen