mar 29

Ave rpg2siani (neologismo!),

quest’oggi (in realtà ieri ma fa niente) siamo andati a scartavetrare l’esistenza di uno degli abitanti del forum, partecipante al game contest nonchè membro dello staff: Seraph Andrew!
L’intervista è stata condotta direttamente in chat in tempo reale, quindi non più con il vecchio sistema preconfezionato.
Munitevi di pazienza e popcorn e leggete con attenzione questa intervista dal quale sicuramente tutti possiamo apprendere qualcosa di utile.

l’intervista parte ora,

3,
2,
1

<Blashyrkh>: Go, prima di tutto dicci chi sei, dove vai, cheffai (per chi non ti conoscesse).

<SeraphAndrew>: Mi chiamo Andrea Mastroianni, ho 28 anni e vivo a Caserta. Finita l’intervista andrò in bagno, attualmente lavoro come grafico freelance. Ovviamente in bagno ci andrò per modellarmi il baffo, malpensante!

<Blashyrkh>: Ma lol. The city of the Reggia. Raccontaci brevemente come è nata la passione per la grafica in primis.

<SeraphAndrew>: Il primo approccio con il mondo della grafica l’ho avuto in un modo scontato: in edicola. Non mi limitavo a selezionare le riviste per il loro contenuto, ma anche per l’impatto visivo che riuscivano a darmi, per la composizione tra gli elementi (immagini e testo), ma è da quando ho conosciuto internet che sono più attivo in questo campo.

<Blashyrkh>: Per concludere (no non è finita, lo credevi eh) su questo argomento, vorresti che diventasse un vero e proprio lavoro a tempo pieno?

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mar 29

Hello everybody,

se davate il magazine disperso alla deriva del mare, vi sbagliavate! Non è abbandonato ed anzi, sono in arrivo alcune novità quindi continuate a seguirci. Ci scusiamo per la mancanza di nuovi aggiornamenti.

Per ovviare alla cosa pubblichiamo un breve racconto pervenutoci tempo fa dall’utente Lomax af che nel frattempo è assente dal forum (nun se vede più, rapimento alieno? mbhò):

Vetruvia

” Respiro calmo ma sofferto.
Emettevo un suono paragonabile all’infrangere delle onde.

Chiudendo gli occhi, vedevo una distesa d’acqua e restando fermo correvo verso di essa,
fino a raggiungerla, a toccarla, immergendomi fino elle caviglie pur restando asciutto.

La notte mostrava un cielo azzurro colmo di stelle e nell’aria un vento di scirocco cospargeva,
per tutta la spiaggia, della candida neve. Solitudine era appena poco più in là.
Intenta lei a giocare con dei ciottoli di sale.

Lanciai un sasso verso il sole, cercando invano di colpirlo,
era troppo distante.
Così il sasso precipitò in acqua creando dei cerchi e poi tornò a galla.
Ero stanco
di quel paesaggio insolito.

Quel mondo sempre uguale da non poter distinguere le giornate,
poichè tutte racchiuse in un unico tempo.
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