feb 25

Tutti – quando ci accostammo al nostro amato tool non appena imparati i fondamenti di programmazione, col cuore gonfio di speranze e di buone aspettative, con la mente già invasa dai mille, sottili, particolari e dettagli di trama e storia che, ben saldi, formavano una meravigliosa epopea dai risvolti fantastici e leggendari – tutti, dico, avevamo la ferma intenzione di generare qualcosa che avrebbe donato il nostro nome all’ammirazione dei futuri giocatori. Il nostro progetto era inteso per stupire, per emozionare il giocatore, il Maker aveva l’intenzione di mostrare quello ch’era in grado di fare, grazie alle sue idee di gameplay, ai virtuosismi narrativi, alla spettacolare grafica che accompagnava l’esperienza di gioco. Oppure, semplicemente per narrare qualcosa: per raccontare una storia, una vicenda, tutta nostra; per avere il nostro gioco. Ed è questo che fa girare il Making. Progettare giochi con la speranza di mostrarli ad altri.

Ma quanti riescono a completare il progetto? Il Progetto, con la P maiuscola, quello che doveva stupire il mondo? Quello che doveva regalare il nostro nome alla notorietà? Quello che aveva buonissime possibilità di diventare una nuova pietra miliare del Making, per trama, per gameplay, per programmazione? Quanti?
Abbiamo le sezioni dedicate ai diversi tool invase da topic di progetti di diverso genere. Ora, tralasciando la loro potenziale od effettiva qualità, quanti di essi progrediscono e vanno ad ereditare un angolino nella sezione Release? Alcuni di essi sono sopraffini. Ma neppure loro hanno un topic in quella sezione, e non ce l’avranno mai, a meno che il Maker non decida veramente di continuare il progetto – il che, per quanto ne so, è successo molto, molto raramente.

Shadow Battle, di Havana24, è celeberrimo: protagonista indiscusso del Game Contest 07/08, dove ha vinto 18 premi tra i quali Miglior Gioco Rpg2S e Miglior Gioco Rm2k3, è stato – ed è tuttora – venerato come una delle migliori demo mai fatte con Rpg Maker 2000. Havana24 ha però abbandonato il Making con il 2k e il progetto, che restò incompiuto fin da allora.

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feb 6

Come molti appassionati sapranno, il 24 febbraio uscirà in Europa The Last Story, l’ultimo RPG di Hironobu “papà di Final Fantasy” Sakaguchi. Iwata per l’occasione l’ha intervistato insieme a Fujisaka (il disegnatore del gioco) riguardo il processo di sviluppo di questo gioco che, nonostante il nome, vuole cercare di distinguersi dai Final Fantasy e dai classici JRPG.

Hironobu Sakaguchi

Hironobu Sakaguchi

Un’intervista assolutamente da leggere per chi è interessato di rpg-making (e voi lo siete, no?): sono ben sei pagine, ma vengono trattati diversi argomenti “attraenti” (come è nata l’idea, i cambi di direzione, i fattori a cui è stata data più importanza, l’importanza del lavoro di gruppo e la creatività che ogni singolo membro rappresenta). Ma, cosa più importante, la passione e l’energia che sono stati adoperati.

Leggi l’intervista: Iwata chiede The Last Story

P.S. In realtà l’intervista risale a oltre un anno fa, quando il gioco era stato rilasciato in Giappone. Ma il succo è sempre quello…